Nel 2004 nasceva “TheFacebook”, un sito semplice che conteneva un elenco di informazioni su studenti universitari. Nel 2006 in un giorno come tutti gli altri, seduto su un’altalena al parco mentre mangiava cibo messicano, Jack Dorsey ebbe l’idea di un servizio che permettesse a un individuo di comunicare con un ristretto numero di persone attraverso degli SMS. Nasceva così Twitter. Twitter che nel 2012 ha raggiunto i 500 milioni di iscritti e 200 milioni di utenti attivi che fanno accesso almeno una volta al mese. Per non dimenticare che il fatturato nel 2015 era di 2.22 mld $…

La vita è breve, passiamo subito al dunque.

Chi l’avrebbe mai detto che due piattaforme nate con tutto un altro obbiettivo avrebbero influito così tanto oggi sul fatturato del mondo B2B e B2C?

Nel mondo B2B ancor’ oggi l’atteggiamento nei confronti dei social media è di diffidenza e scetticismo.

Le aziende B2C, avendo iniziato prima ad usare queste tecniche di marketing, hanno un primo vantaggio in termini di esperienza rispetto al B2B.

Una carta vincente per le aziende B2C?

Dovrebbero concentrarsi molto sui materiali per il blog: fondamentale sarà valutare il grado di “condivisibilità” di un post mentre lo si scrive. Bisognerà inoltre includere nella struttura del blog dei pulsanti che invitino i lettori alla condivisione sulle reti sociali, con un click.

E per le aziende B2B?

Mentre il mondo social del B2C può mantenere un atteggiamento più casual, il B2B si deve concentrare prevalentemente su un tipo di informazione professionale che si riflette nei toni espressivi come gli e-book oppure i case study delle aziende

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